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日志


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   Odiosa sensazione che 24 ore in una giornata non bastino..
  

           

 
   Ricominciano le lezioni e improvvisamente le giornate sono troppo corte per me.
    Dalla mattina alla sera in università.. e il tempo che resta è appena sufficente a mangiare, lavarmi, dormire..
    Tutte cose a cui ovviamente non posso rinunciare.. per il bene mio e anche degli altri!
 
    Mi sveglio la mattina.. e poco dopo una giornata è trascorsa.
    E' già ora di andare a dormire. Di recuperare un po' di energie.
    Sento il tempo che scorre troppo veloce.
    Sembra che qualcuno abbia stragato le lancette dell'orologio per farle girare più rapidamente.
    E nessun trucco funziona per fermarle.. nemmeno togliere le batterie.
    Sembra che qualcuno abbia premuto il tasto FWD..
    velocità della vita è raddoppiata e il tasto play, lo stop, la pausa.. non funziona più nulla!
    Quando mi fermo un istante ho la sensazione che sto perdendo tempo.
    Che il mondo vada avanti senza di me..
   
   
    Dov'è il trucco? Ci dev'essere qualcosa che rallenti questo ritmo frenetico..
   

_

 
Colpita e affondata

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Di nuovo.

Certe parole se escono dalla bocca dei tuoi genitori
fanno ancora più male.
E dopo tanto tempo vorrei aver imparato
a farmele scivolare addosso un po' di più.
 
  
Quante lacrime che ho versato a causa loro.
Quante volte mi sono sentita sbagliata.
Quante volte ho pensato che se non fossi mai nata
sarebbero stati più contenti.
In fondo so che non è così..
che mi vogliono bene.
Ma ho la convinzione che non siano orgogliosi di me.
Credo di averli delusi un sacco di volte.
 
E quel che mi fa rabbia..
 è che non credo di aver fatto nulla di male.
 
Si arrabbiano perchè non parlo con loro,
perchè non mi confido,
perchè non sanno nulla delle mie cose personali.
Ma non pensano che se non gliele dico forse c'è un motivo?
Non sono mai stata abituata a parlare con loro
perchè non si sono mai interessati,
perchè quelle poche volte che racconto qualcosa
mi ascoltano 2 minuti
e poi continuano nei loro discorsi,
perchè ho sempre dovuto tenere tutto dentro.
Anche oggi ci sono cose che scrivo solo su questo blog.
Il mio unico confidente.
Non mi da risposte, ma mi aiuta a trovarle da sola.
 
E quel non fidarsi di me.
Quell'accusarmi subito quando succede qualcosa.
Quel paragonarmi a mio fratello..
che è sempre bello e sorridente con tutti,
e non solo con gli amici.
 
Non è giusto.
 
 
E allora cambiamo un po' quel titolo lassù..
 
Colpita si..
affondata no!
 

E quando hai voglia, hai voglia..

 
Basta un istante.
Arriva così, all'improvviso, non si sa bene da dove.
Arriva e ti travolge, ti conquista, ti riempie.
 
Un'assurda voglia di essere felice.
 

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   Voglia di fregartene dei problemi, delle cose che non vanno come vorresti,
   voglia di ridere con la bocca ed anche con gli occhi,
   voglia di camminare a testa alta perchè non hai nulla da nascondere,
   voglia di respirare a pieni polmoni,
   voglia di sentirti in pace con il mondo e con te stessa,
   e voglia di sentirti bella e divertente,
   voglia di pensare un po' di meno e vivere un po' di più,
   voglia di essere orgogliosa per ciò che sei e ciò che fai,
   e perchè sai anche divertirti,
   voglia di sentirti parte del mondo, di una grande famiglia, 
   voglia di essere buona con gli altri
   e regalare anche a loro un po' di questo "star bene"..
  
 
Voglia che questa felicità non se ne vada così com'è venuta.           
Che non duri solo un momento.           
Ma che diventi parte di te.           
E cerchi di trattenerla           
fidandoti di quella frase cher hai letto:           
 
 
 
La felicità non è un punto d'arrivo,           
ma uno stile di vita!           
 
 
 

T'amo o non t'amo?

 
 

   Stanza indaco. Lei. Improvvisamente. Bip bip.

   "Amore mio, domani vengo a prenderti.  Ho una sorpresa per te.

   Dici sempre che non sono romantico. Ma per il nostro anniversario ti stupirò!"

   Lei legge il messaggio. È vero. Domani sarà il nostro anniversario. Il primo.

   Cavoli. Ma stasera non possiamo fare tardi, domattina c'è il compito alla prima ora.

   Me lo sento, mi verrà sonno. Uffa. Oggi pomeriggio devo comprargli un regalo.

   Sonno? Devo? Un regalo? Ma che dici? Ehi, pssst, te lo ricordi, vero?

   È quello per cui morivi l'anno scorso. Quello con le spalle larghe e gli occhi buoni.

   Quello che piace tanto a tua mamma e tua zia. Capito? È quello... quello.

   E oggi è un anno che state insieme. Dovrebbe essere "voglio comprargli un regalo".

   Anzi "il" regalo.

   E chi se ne frega se facciamo le sei del mattino?

   Già, dovrebbe essere così. Tutto un chi se ne frega.

   E felicità e follia e voglia di correre, di gridare... E di straamare.

   E invece no. Ma perché sto così? Penso a dormire invece che essere contenta di uscire.

   Lo voglio amare. Ma no, no. Non si dice così. Si dice "lo amo" e basta.

   La ragazza corre nella sua stanza e apre l'armadio.

   Una, due, tre, quattro stampelle con sopra degli abiti corti e carini.

   Ma quello che manca non è la scelta. E il desiderio di essere bella per lui.

   Poi li guarda a uno a uno. Li sfiora con la mano.

   Si sofferma un po su quello grigio e blu, a piccoli disegni orientali. Quello che preferisce.

   Prova a immaginarsi vestita così davanti a lui, al ristorante.

   Prova a scovare nella sua fantasia un regalo da comprare.

   Ma non c'è gioia. Non c'è brivido. Non c'è nulla. Silenzio. Paura. Buio.

   E allora piange di rabbia. Piange perché non prova quello che vorrebbe.

   Piange perché a volte non c'è colpa e non vorresti far soffrire nessuno

   ma ti senti cattiva, irriconoscente.

   Domande, troppe domande per nascondere l'unica verità che già conosce.

   Ma ammetterla è un'altra cosa.

   Ammetterla significa girare l'angolo e cambiare strada.

 

         

 

 

 

   A volte le storie dei libri ti fanno riflettere.

   A volte nelle storie dei libri ti ci riconosci un po'.

   A volte ti sembra che parlino di te,

   di quei sentimenti "strani" che provi,

   a cui non sai dare una spiegazione..

   o forse non la vuoi dare.

   E la spiegazione che ne da il libro non sempre fa piacere..

   può spaventare, far male,

   può farti nascere un nodo in gola,

   e qualche lacrima agli occhi.

   Questo è uno di quei casi.

 

 

 

   Possibile?

   Possibile che sia come per quella ragazza?

   Possibile che non lo amo più?

 

   Forse, forse è così..

   Ma io sono una vigliacca. Accidenti a me!

   Non avrò mai il coraggio di guardarlo negli occhi e dirgli.. "basta. è finita."

   Già una volta l'ho visto piangere per colpa mia,

   quando era convinto che l'avrei lasciato..

   aveva gli occhi rossi e gonfi, le lacrime scendevano senza controllo,

   un fazzoletto sempre in mano..

   e quel cd per me, con su un'unica canzone,

   e quel ritornello: "e se il nostro poi non fosse amore io non ti lascerei.."

   Potrei mai farlo stare ancora così male?

   E poi sono anche un'egoista.

   In fondo non lo voglio lasciare perchè ho paura.

   Perchè tutta la mia vita dipende da lui.

   Perchè poi non potrei più fargli lo squillo la mattina quando mi sveglio.

   Perchè il sabato non riuscirei più ad uscire con la nostra compagnia.. so che vedermi lo farebbe soffrire.

   Perchè sul cellulare il suo numero non potrebbe più essere nominato "amore".

   Perchè mi sentirei sola più che mai, mi mancherebbe la terra sotto i piedi.

 

   E poi c'è quel "forse".. forse non lo amo più.

   Ma chi mi può dare la certezza??

   Lo so.. solo il mio cuore.. devo guardarmi dentro..

   E se dentro ci fosse una confusione che non fa capire nulla?

   Se un'attimo ho voglia di lui e sono convinta di amarlo,

   mentre l'attimo dopo non è più così?

   Qual'è l'attimo vero? quello a cui dare ascolto? e quale quello che mente?

 

 

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E mentre io rifletto, mentre penso a noi, a quello che provo,         

mentre cerco di capire, di prendere una decisione il più giusta possibile..         

il tempo passa, e lui è sempre al mio fianco,         

inconsapevole di tutto.         

Forse          

E continua ad amarmi,         

a suo modo,         

ma mi ama.         

 

E io.. io.. mi sento in colpa.         

 

 

 

 

Da QUI comincio una ricerca..

 
Mi fermo a pensare.. ma non capisco.
Non MI capisco.
Credo di cososcere meglio gli altri che me.
 
Un attimo mi sento un leone.
Sicura di me, decisa, forte.
L'attimo dopo mi sento una formica.
Insicura, indecisa, debole.
 

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Ovviamente non è l'attimo da leone a preoccuparmi.
A spaventarmi è l'insicurezza, la paura, la vergogna..
quei sentimenti che provo in ogni situazione nuova.
 
_senza motivo_
 
Quel sentirmi a disagio, quel sentirmi sbagliata,
quel sentirmi diversa, quel sentirmi fuori posto,
quell'aver voglia di fuggire..
e tornare sulla terra ferma.
Tornare alla routin, all'abitudine.
A tutto ciò che mi da sicurezza.
 
  
E, a ripensarci, tutto questo non ha senso.
La mia paura non ha senso.
Devo trovare un po' più di sicurezza.
Per tornare a vivere davvero.
 

..finalmente libera di essere me..

 
   Ed eccomi qui. A scrivere su un nuovo blog.
 
   Qui non mi conosce nessuno.
   Qui non sono nessuno. E proprio per questo sono così profondamente me stessa.
   Qui non devo misurare le parole, non devo pensare 10 volte prima di scrivere,
   non devo vergognarmi di quello che provo, nè di quello che sono.
   Nessuno busserà mai alla mia porta chiedendo spiegazioni.
   Nessuno potrà pensare che ciò che scrivo è riferito a lui.
   Nessuno si sentirà ferito leggendo le mie parole.
   Nessuno scoprirà ciò che non ho avuto il coraggio di dirgli in faccia tramite uno spaces.
 
   Finalmente sono libera di essere ME.
   In tutto e per tutto.

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Niente più bugie.. o mezze verità.